1. La vita dal punto di vista del cane.
2. L’arrivo del cucciolo.
3. L’importanza dell’educazione del cane.
4. Il cane aggressivo.

La vita dal punto di vista del cane.

Cosa pensano i nostri cani?

Ecco una domanda che ogni proprietario di cane si è posto almeno una volta. E cosa ne pensano di noi e della vita che gli facciamo fare? Siamo sicuri di conoscere davvero i loro bisogni, di interpretare correttamente le loro richieste? Di cosa ha davvero bisogno un cane per stare bene ed essere felice?

Molte persone sono convinte che la risposta sia una sola: amore. Ma è proprio così? Certo, come tutti gli animali sociali, nati per vivere in un branco – e non da soli in giardino! – anche i cani hanno bisogno di sentirsi amati. Ma non basta. L’amore di cui ha bisogno un cane non si esaurisce e neppure si basa sull’affetto, cioè sulle carezze, i baci e gli abbracci che possiamo dargli.

Un cane ha delle esigenze concrete che riguardano il tipo di animale che è.

Un animale di branco, si è detto, prima di tutto. Il cane cioè, in natura, non vivrebbe mai solo, ma sempre con altri cani, solitamente parenti stretti: un fratello, la madre, spesso entrambi. La solitudine non fa parte del suo stile di vita, come accade invece spesso per i gatti, che infatti non sono animali sociali. Un cane lasciato solo per molte ore al giorno vive quindi in una condizione fortemente contraria alla sua natura. Sarà naturalmente triste e annoiato, spesso addirittura depresso. Cani costretti a vivere così, anche quando hanno a disposizione un magnifico giardino, diventano distruttivi, ansiosi. Che fare allora? Certamente rendersi conto che i cani sono creature viventi, non soprammobili: non possiamo essere egoisti e decidere di avere un cane anche se siamo fuori casa per otto, dieci ore al giorno. Un cane ha bisogno di compagnia: ha bisogno di noi, ma non solo per una serata sul divano! Il tempo che passiamo con lui deve essere almeno un terzo della nostra giornata: quattro o cinque ore ogni giorno!

Un cane ha bisogno di giocare: soprattutto di giocare con noi, membri del suo stesso branco! Al contrario di quanto pensano in molti, infatti, per un cane è molto più naturale giocare con un membro umano della sua famiglia piuttosto che con un cane estraneo. E d’altra parte è proprio giocando che possiamo instaurare quel legame speciale che è la sola cosa che ci consente di avere un animale collaborativo: cioè un cane che desidera stare con noi e fare come gli diciamo, ovvero un cane ubbidiente. Giocare, passeggiare, correre: ecco quali sono le cose che rendono davvero felice un cane!

Non una brandina costosa, non tanti giocattoli inutili da distruggere, non cappottini all’ultima moda…e neppure, bisogna dire, succulenti manicaretti! E’ vero, molti cani sono golosi, ma a molti altri il cibo non interessa più di tanto! Preferiscono senz’altro una pallina, una bella corsa, una lunga passeggiata all’aperto. Amare un cane significa anche essere capaci di alimentarlo correttamente, secondo le sue reali necessità nutrizionali, e non iper-alimentarlo con cibi adatti a noi ma non certo alla loro dieta. I cani hanno il senso del gusto molto meno sviluppato di noi e il loro sistema digerente non tollera continue variazioni di dieta!

Infine l’attività esplorativa, cioè le passeggiate, meglio se in campagna, dove si può anche correre e saltare. Almeno due ore al giorno sarebbe l’ideale…ma comunque è fondamentale che un cane possa uscire in passeggiata almeno una volta al giorno, tutti i giorni. Amare un cane, allora, significa anche dedicargli quotidianamente un bella fetta del nostro tempo ed educarlo, affinché possa vivere sereno in mezzo a persone e altri animali, senza paure, senza inutili aggressività. Un cane educato è un cane più felice perché senz’altro il suo compagno umano potrà tenerlo più spesso con sé.

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L’arrivo del cucciolo.

Da diverso tempo stiamo pensando di far entrare nella nostra famiglia un cane: che cosa ci dobbiamo aspettare dai primi giorni di vita insieme? Che cosa dobbiamo sapere e quali accorgimenti dobbiamo adottare?
L’arrivo di un cucciolo a casa è un momento di gioia per la famiglia che lo accoglie. È l’inizio di un’avventura e, spesso, la realizzazione di un sogno, soprattutto per i più piccini. L’adozione avviene solitamente tra i due e i tre mesi di età, e la magia del momento non deve far dimenticare che questo è un periodo delicato nella vita del nostro nuovo amico. Si deve garantirgli un ambiente confortevole, accogliente e sicuro dove sentirsi accettato e protetto, una situazione che gli permetta di superare senza traumi il distacco dalla madre e dalla cucciolata. Si sentirà solo e penserà di aver perso la propria famiglia; pertanto, almeno nella prima settimana, si deve trascorrere molto tempo con lui per favorire la creazione di una buona relazione. Il cucciolo, così, svilupperà fiducia nei confronti dei nuovi compagni umani e proseguirà senza traumi il suo sviluppo psicofisico.

Bisognerà fare attenzione all’alimentazione, informandosi su quale fosse il regime alimentare seguito dall’allevatore e cercando di non modificare la dieta. La razione giornaliera andrà frazionata in almeno tre pasti, da somministrare in un ambiente pulito e in una situazione di tranquillità. Si cercherà di far capire al cucciolo che ci prendiamo cura di lui, provvedendo al suo sostentamento.

D’obbligo una visita da un medico veterinario, che valuterà lo stato di salute generale e illustrerà il piano vaccinale da seguire e le eventuali profilassi da applicare.

Il cucciolo viene accolto nella nuova famiglia in un periodo critico del suo sviluppo, il periodo di socializzazione, che va dalla quarta settimana al quarto mese di vita. È il momento in cui il cane identifica i propri simili e i “partner sociali”: cerca il suo posto nel mondo e decide chi sono gli amici e di cosa invece avere paura. Perciò in questo periodo il cucciolo va esposto gradualmente a differenti stimoli, che gli permettano di entrare in contatto con tutto quello che farà parte del suo mondo per imparare a non averne timore. La paura, infatti, può portare a reazioni aggressive. Sarà utile  farlo interagire con i propri simili (per esempio frequentando delle classi di socializzazione) – affinché impari a comunicare correttamente con loro – e con persone diverse, dandogli modo di sviluppare apertura e fiducia verso il mondo. Il cucciolo va anche abituato alla città, per non temerne i rumori (macchine, autobus, moto, treni). In accordo con il medico veterinario per quanto riguarda la copertura vaccinale, cercheremo quindi di portarlo con noi nelle diverse situazioni della vita e di fare in modo che le viva positivamente, come fonti di divertimento.

A proposito di divertimento…il gioco! I cani hanno bisogno di giocare nel corso di tutta la loro vita, e per i cuccioli il gioco è uno strumento indispensabile anche per apprendere. Sempre nel rispetto dei suoi tempi –  avrà bisogno di dormire diverse ore al giorno – giocheremo molto con lui, proponendogli attività ludiche stimolanti che lo faranno divertire, miglioreranno la relazione con lui e lo aiuteranno nello sviluppo psicofisico.

L’applicazione di semplici regole nella gestione quotidiana del cucciolo ci permetterà di stabilire con lui una relazione basata sul rispetto e sulla fiducia, indispensabile per vivere in modo sereno e gratificante i futuri anni di vita insieme.

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L’importanza dell’educazione del cane.

Sempre più spesso si sente parlare di educazione del cane, ma si può dire che un cane sia educato o maleducato? Un cane in fondo non è che un cane e agisce come la natura gli impone. Naturalmente è la persona che se ne prende cura l’unica responsabile del suo comportamento.

Quando possiamo dire che un cane è maleducato?

Per esempio quando tira al guinzaglio, creando disagio non solo a chi lo conduce, ma anche alle persone che incontra, lanciandosi verso di loro e spaventandole o infastidendole (di solito la situazione peggiora se le persone incontrate hanno, a loro volta, un cane al guinzaglio), abbaiando contro i passanti inclusi bambini, passeggini, biciclette o ciclomotori.

E ancora, un cane maleducato non torna al richiamo del proprietario, rincorrendo altri cani o lanciandosi sulle persone in cerca di coccole (nella migliore delle ipotesi!) o inseguendo le bibiclette. A questo punto è importante ricordare che se anche un cane è “buono”, non a tutti può far piacere vedereselo arrivare incontro lanciato in piena corsa, soprattutto se poi ha l’abitudine di saltare addosso per fare le feste. In un caso simile, la persona raggiunta dal cane ha tutto il diritto di spaventarsi: non importa che un cane sia buono, se una persona ha paura dei cani è giusto che non ne venga infastidita.

Lo stesso discorso, naturalmente, vale per l’incontro con altri cani, che ugualmente potrebbero non gradire la vicinanza di loro simili.

Cosa possiamo fare, quindi, per frenare l’irruenza dei nostri amici?

Importante, in questo senso, è insegnare al cane le regole base della convivenza: una serie di esercizi che ci aiuteranno a vivere meglio con il nostro cane e a renderlo più felice e sereno. L’obiettivo sarà avere un cane ben socializzato (ossia amichevole) verso cani e persone ma anche un cane sotto controllo, ossia in grado di passeggiare restando calmo, di tornare al richiamo del proprietario anche in presenza di forti distrazioni, di non allontanarsi eccessivamente durante la passeggiata.

L’educazione, oggi, è necessaria per tutti i cani, di qualsiasi razza, taglia o età, affinché possano vivere serenamente nella loro famiglia e all’interno della società. Non potendo decidere per sé, naturalmente, sarà compito del proprietario occuparsi dell’educazione del proprio amico a quattro zampe, rivolgendosi eventualmente a professionisti qualificati: il cane ben educato potrà accompagnarci ovunque e la sua compagnia sarà per noi motivo di serenità e piacere.

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Il cane aggressivo.

Perché un cane è aggressivo? E che cosa significa esattamente essere aggressivo?

Prima di tutto occorre precisare che l’aggressività è una componente normalmente presente in molti animali, fra cui senz’altro il cane e serve, solo per fare alcuni esempi, per catturare una preda o difendere se stessi o la propria prole. Tutti i cani manifestano aggressività in alcuni momenti della loro vita ed è naturale e legittimo che sia così. Quello che può fare la differenza, in molti casi, è la capacità dell’uomo di gestire l’aggressività del cane. Per poterlo fare è necessario conoscerne le dinamiche, sapere cioè quali sono le situazioni che possono portare un cane a manifestare un comportamento aggressivo. Vediamo brevemente quali sono le condizioni più comuni che possono suscitare una reazione di aggressività.

Un cane può attaccare:

  • per difendere se stesso da qualcosa o qualcuno che, ai suoi occhi, rappresenta una minaccia per la sua incolumità;
  • per sottolineare che qualcosa o qualcuno gli appartiene e quindi non deve essere avvicinato e/o toccato (e questo può riguardare anche se stesso, ossia: “decido io se, quando, da chi e in che modo lasciarmi avvicinare e/o toccare”);
  • qualcosa o qualcuno che ai suoi occhi rappresenta una preda e che, in quanto tale, scatena il suo naturale istinto predatorio.

L’aggressività perciò esiste naturalmente nei rapporti tra cani e tra cane ed essere umano. Come possiamo evitarla? Informandoci.

I cani sono animali che comunicano tra loro in modo piuttosto articolato e complesso. Hanno un linguaggio che consente loro di “parlare” e di scambiarsi informazioni precise. Data la complessità del loro linguaggio, essi non ne sono provvisti fin dalla nascita, ma proprio come i bambini lo apprendono prima di tutto dai loro genitori (o per lo meno dalla madre) e successivamente dalle interazioni con gli altri cani. Se diamo a un cucciolo il tempo e il modo di apprendere il suo linguaggio dagli altri cani, gli consentiremo di essere in grado, in età adulta, di gestire i rapporti con gli altri cani senza aggressività. In natura, infatti, i cani tendono a risolvere pacificamente i conflitti per una semplice questione di sopravvivenza. È bene sapere, quindi, che un cucciolo deve assolutamente rimanere con la madre e i fratelli almeno fino ai 60 giorni di vita e subito dopo, e per tutto il primo anno di vita, avere la possibilità di frequentare regolarmente molti altri cani di differenti età. Crescendo a stretto contatto con altri cani socievoli ed equilibrati il cucciolo diventerà a sua volta una cane altrettanto equilibrato, socievole e non aggressivo verso gli altri cani.

Per quanto riguarda, invece, la prevenzione dell’aggressività verso gli esseri umani, è importante che i cuccioli vengano messi in contatto con tante persone diverse: uomini, donne, bambini, anziani ecc. È anche fondamentale che il cane impari a farsi toccare dall’uomo senza spaventarsi, perché la paura, come detto, può portare a reagire aggressivamente per difendersi.

Infine un cane dovrebbe essere sempre sotto controllo, ossia essere in grado di interrompere un comportamento quando gli viene richiesto dall’uomo. È importante, quindi, esercitarlo alla collaborazione e all’obbedienza in qualsiasi circostanza.

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